domenica 6 gennaio 2008

misubisci 24-12-007

Niente di nuovo mi sento di dire che mi subisci un po’ che la senti la mia presenza il peso di un futuro che va contro ogni aspettative e che si lega solo un dito che indica che insegue quella passeggiata con una amica che soffre per tutto il soffribile della vita umana che si stacca dalla massa ma appena si confronta diventa la direttrice della massa e poi era maggio e pioveva quel giorno era normale sentire un po’ di dolore e il presagio era solo spostato di qualche notte un buio pesto un dolore sordo e un a gola che si chiude man mano che pensi di non avere ragione questa volta almeno questa e sei cosciente che la tua arroganza scende e scivola quando sei seduto di fronte al tuo istinto un po’ come se tutta la tua forza finisse nel momento stesso in cui finisce l’incontro e ti arriva un pugno inaspettato e non e’la rabbia di perdere ma la certezza di non poter vincere sei un campione in mille cose ma sei un numero di un telaio di un macchina qualsiasi quando lotti contro il tuo sesto senso e allora il dito di prima te lo piantano in mezzo agli occhi e indica una piaga precisa da premere e in silenzio il sesto senso che e’ un parte dei quattro che porti in corpo comincia a ridere e dice questa e’ da usare piu in la ,in camera dolore ora come una stufa sopporta il calore di una vita e poi libera monossido quando serve, quanto basta. ognuno ha il proprio dito che indica nella confusione totale di una serata inaspettata di chi ti asciuga le mani e ti rende un posto accogliente ma solo perche ti vuole rovinare la vita o forse si diverte a farti credere che la tua vita si rovinera solo per il gusto di rovinarti la serata, quella li’ e quelle a venire dove l’attenzione di chi ascolta e’ solo dedicata all' ambiente caotico assurdo chiusa in una caramella e cingomma che passa in secondo piano quando le azioni a seguire sono importanti un accendino che non so se dare perche non capisco lo slang mi subisci una pressione forte e allora dopo io ti accuso di non farmi mettere un pezzo di ferro addosso perche alla fine non siamo a decidere se e’ giusto o meno ma se dopo saro io responsabile ma torniamo a me che ho piu da fare e da dire una coppia che stamani puzzava di tabacco bruciato nicotina sparsa sulle occhiaie sui vestiti posacenere ambulanti e io che passo al solito negozio che e’ pieno di paiettes di sorrisi di vacanze mai fatte di auguri che non sono sentiti e nemmeno ascoltati passo e il solito viso mi guarda come io guardo il cesso dopo che cago incuriosito di quanto c’e’ in me di tanto attraente .