Quando il letto diventa una linea di ghisa fredda che tocchi distratto d estate come per ricordarti come e’ il freddo che deve arrivare come per ricordati che sei distante dal passo e se hai nostalgia della fuga e’ perche non sai stare fermo e bolle tanto e’ estate e’ lontano l’autobus il solito la voglia di cambiare ma la pazienza e’ poca la testa si muove a-a scatti e poi colpire forte i tasti sperando di trovare un contratto da fimare una fuga bella il dito teso come se i tasti fossero piano e le note buttate sparse come se le parole cadessero e io mi voltassi perche non voglio sapere chi descrive e perche suonare quella tromba che brucio’ tutto e’ facile per avere consensi come le pacche sulle spalle di quel club di fotografi che non costruisce niente ma esibisce una tecnica dettato come se scrivessi dettato come il cuor in un cartoccio come un etto di affettato.
Niente trapianti solo concime per favore con me niente trapianti sono compost che cammina Mi guardo attorno e cerco un appiglio mi infarino le mani per non scivolare e impasto piatti di ignoranza nascosta in sacchi di forza di non so perche fa male come il giudizio di una scala che scricchiola alza la testa e non trova altro che ragni che non sanno cosa fare hanno una casa per loro e gli angoli delle sopracciglia cercano come radar e la bocca si chiude e fa tante pieghe bianche che sembra che debba esplodere in un altro urlo e boh decibel che picchiano qua e la contro i muri ma tanto sono io il malato lo so che mi dovrei auto emarginare e ora mi riviene su come i peperoni ma non devo mettere questo nero su bianco ritardi anticipi incomprensioni e persone che non capiranno mai tra le righe un po’ come per me leggere tra i quadretti
