Abbiamo poco da dirci alla fine ,
allora comincio dall atterraggio
un ordine impartito da nn so chi
un ordine e disciplina
ti trovi poi
una stanza buia luce a neon ma pochi watt..
vai e esci entri prima dal locale
finche il vomito ti sale per la camicia
corri perche hai energia che domani non avrai piu
e' solo questione di tempo e‘ solo dare un timer al dolore
ma ora e’ addormentato
la tensione che sale
spinge
le meningi gonfie
i denti che schioccano
entri una donna anziana mutande e reggiseno
un vecchio in piedi o forse mezzo sdraiato
poi un po di sassi da togliersi dalle scarpe e poi una pezza ...
una pelle di daino
non ci sono motivi seri
non ci sono amici da conoscere
lecchi la schiena ad un amico
batti un cinque mentre entra
dice se vogliamo
approfitti
ti senti sulla cima sulla stessa 400 metri
non vuoi scendere
ti trovi un dito nel culo non figurato
un urlo strozzato da un orgasmo a denti stretti
un dolore un crampo
un amico con gli occhi ancora da chiudere
un sorriso che e’ una smorfia ...
non ci sono scuse
non ci sono dolcetti
sei solo un fallimento
un libro da portare in tribunale
non puoi evadere
non puoi scappare
perche sei la tua stessa prigione
sei la stessa mano che si da due mandate
creati problemi
creati delusioni
creati facce tristi.
sabato 23 maggio 2009
sabato 7 marzo 2009
NICOLA CHIAMA BASE
Nicola chiama... base ....nicola chiama base
e non ci sono via di fuga
il tutto e’ pronto
casco e scarpe allacciate
mentre aspetti che il tutto sia pronto
gia stendi i panni sul piatto
perche piatti caldi e amicizia assente
perche alla fine tutto e’ sempre rilegato
a un fattore di grammi
non piu abbracci
gia detto o strette di mano
arriva lui
alto
grosso
con l asciugamano sulle spalle
come se fosse un po cosi...
un boxer e un po allenatore
un po medico
un po malato
alla fine nasconde tutto e poi lo ritrova
e’ un rischio e nn e’ bello vederlo
nn tanto per il disturbo
ma per il futuro
si lui e’ il mio futuro
nn e’ un premier abbronzato
nemmeno un nobel
e’ un tumore che cammina
un polmone che si schiaccia sulla cassa toracica
gli alveoli con la faccia triste
come un operaio gia licenziato in partenza
e’ un mutuo che nn scade mai
un terzo un terzo un terzo
nicola chiama base... nicola chiama... base.. nicola chiama base
si chiama
ma nessuna torre risponde
solo che un po ci assomiglia alla torre
la voglia e’ cosi forte
che ci intendiamo alla prima
senza parlare
senza sguardi indecisi
diretti gli passo gli spilli
poi ti guardi
ridi del ghiaccio sotto
il cucchiaio e aspetti
e’ un chimico
e’ una persona avanti nella distruzione
e’ il dolore prima del calcio negli stinchi
e'cosi che fa
e’ cosi che devi far
mi dice
un terzo
un terzo
un terzo
nicola
chiama
base
nicola
chiama
base
quando e’ cotta
perche lui e’ un cuoco
aspetti che la cenere sia pronta
stagnola e spegni tutto il cielo
non e’ piu blu il soffitto
non e’ bianco
e ‘ solo una patina di pastica bruciata
nicola non chiama piu la base e’ la base che lo chiama
piu dice non mi piace
piu le labbra sulla penna bic
piu la rifiuta
piu lui compra
cucina
passi giorni settimane
nn interessa piu niente
il cibo
gli amici
sei un vuoto a perdere
si si si ti ricordi di nn amarmi
perche alla fine nessun scatola e’ piu vuota di me
sono un coperchio per nessuna pentola
nicola chiama base nicola chiama base
ogni terzo dellla formula mi vuole e io volgio lei
e non ci sono via di fuga
il tutto e’ pronto
casco e scarpe allacciate
mentre aspetti che il tutto sia pronto
gia stendi i panni sul piatto
perche piatti caldi e amicizia assente
perche alla fine tutto e’ sempre rilegato
a un fattore di grammi
non piu abbracci
gia detto o strette di mano
arriva lui
alto
grosso
con l asciugamano sulle spalle
come se fosse un po cosi...
un boxer e un po allenatore
un po medico
un po malato
alla fine nasconde tutto e poi lo ritrova
e’ un rischio e nn e’ bello vederlo
nn tanto per il disturbo
ma per il futuro
si lui e’ il mio futuro
nn e’ un premier abbronzato
nemmeno un nobel
e’ un tumore che cammina
un polmone che si schiaccia sulla cassa toracica
gli alveoli con la faccia triste
come un operaio gia licenziato in partenza
e’ un mutuo che nn scade mai
un terzo un terzo un terzo
nicola chiama base... nicola chiama... base.. nicola chiama base
si chiama
ma nessuna torre risponde
solo che un po ci assomiglia alla torre
la voglia e’ cosi forte
che ci intendiamo alla prima
senza parlare
senza sguardi indecisi
diretti gli passo gli spilli
poi ti guardi
ridi del ghiaccio sotto
il cucchiaio e aspetti
e’ un chimico
e’ una persona avanti nella distruzione
e’ il dolore prima del calcio negli stinchi
e'cosi che fa
e’ cosi che devi far
mi dice
un terzo
un terzo
un terzo
nicola
chiama
base
nicola
chiama
base
quando e’ cotta
perche lui e’ un cuoco
aspetti che la cenere sia pronta
stagnola e spegni tutto il cielo
non e’ piu blu il soffitto
non e’ bianco
e ‘ solo una patina di pastica bruciata
nicola non chiama piu la base e’ la base che lo chiama
piu dice non mi piace
piu le labbra sulla penna bic
piu la rifiuta
piu lui compra
cucina
passi giorni settimane
nn interessa piu niente
il cibo
gli amici
sei un vuoto a perdere
si si si ti ricordi di nn amarmi
perche alla fine nessun scatola e’ piu vuota di me
sono un coperchio per nessuna pentola
nicola chiama base nicola chiama base
ogni terzo dellla formula mi vuole e io volgio lei
domenica 13 aprile 2008
Dreno i desideri
Parte sta storia a due
di uno
che scende gradini
a due alla volta chiude la porta
sbatte
calcia i sassi
ha paura che le lettere scritte
vengano realmente lette
al tempo stesso allunga il passo
ha paura che le lettere scritte
si schiudano prima del tempo
ma hai mai visto fiorire gli albicocchi a gennaio
e allora rallenti
dai i soliti calci a qualche sasso
quasi fossero vuote le tue scarpe
non sentissero che dentro ci sono unghie
che battono forte
mandano al cuore qualche messaggio.
lei una donna
un po larga di fianchi
ma non di vedute
si trova sul posto sbagliato
tutuntuntutuntutun
un rumore che le riempe la testa da molto
il cambio di vagone in vagone
in anticipo senti un po di brivido
che il cinismo sviluppa immediatamente
sente un tonfo alza gli occhi
perche chi dava i calci ai sassi
e’ entrato nel tuo mondo
a piedi pari
cosi dal nulla.
Dopo i sassi
ha messo i piedi in qualche pozzanghera
che erano anni che non si specchiava
in un po’ di acqua sporca
pensa a chi dopo si strappera i capelli
la grassa e il pelato
lacrime mute
strapperanno libri che diventeranno bianchi
le lettere si sono ormai schiuse
allora vedi le pesche fioriscono sempre in tempo
quasi immediate
come le allergie…
il pelato
immobile
guarda il muro
come se la televisione fosse accesa
lui di fianco
che ride appoggia la testa
che e’ ora un po sul petto
un po sui sassi
stava sempre tra avambraccio e gomito
l’altra ormai grossa
che piange il suo pianto di sempre
da vittima in colpa
l unica vittima che riesce ad avere senso di colpa
le sue braccia attorno al collo
che ora e’ un portachiavi di ossa
nessuno
puo
piu
ora solo lei
lei che gia si sentiva a casa guarda i pezzi di sta lettera sparsi
nei ciottoli
una scarpa
una bocca
mezzo smorfia sorriso
con un po di capelli sparsi su un parabrezza
scrive
annota
noiosa
perche alla fine la sua giornata
sarebbe finita a dieci minuti o giu di li
dovere chiamare
pesa
non dovere piu guardare facce inutili
biglietti stupidi
11.30 o 12.25 a volte basta essere piu precisi.
di uno
che scende gradini
a due alla volta chiude la porta
sbatte
calcia i sassi
ha paura che le lettere scritte
vengano realmente lette
al tempo stesso allunga il passo
ha paura che le lettere scritte
si schiudano prima del tempo
ma hai mai visto fiorire gli albicocchi a gennaio
e allora rallenti
dai i soliti calci a qualche sasso
quasi fossero vuote le tue scarpe
non sentissero che dentro ci sono unghie
che battono forte
mandano al cuore qualche messaggio.
lei una donna
un po larga di fianchi
ma non di vedute
si trova sul posto sbagliato
tutuntuntutuntutun
un rumore che le riempe la testa da molto
il cambio di vagone in vagone
in anticipo senti un po di brivido
che il cinismo sviluppa immediatamente
sente un tonfo alza gli occhi
perche chi dava i calci ai sassi
e’ entrato nel tuo mondo
a piedi pari
cosi dal nulla.
Dopo i sassi
ha messo i piedi in qualche pozzanghera
che erano anni che non si specchiava
in un po’ di acqua sporca
pensa a chi dopo si strappera i capelli
la grassa e il pelato
lacrime mute
strapperanno libri che diventeranno bianchi
le lettere si sono ormai schiuse
allora vedi le pesche fioriscono sempre in tempo
quasi immediate
come le allergie…
il pelato
immobile
guarda il muro
come se la televisione fosse accesa
lui di fianco
che ride appoggia la testa
che e’ ora un po sul petto
un po sui sassi
stava sempre tra avambraccio e gomito
l’altra ormai grossa
che piange il suo pianto di sempre
da vittima in colpa
l unica vittima che riesce ad avere senso di colpa
le sue braccia attorno al collo
che ora e’ un portachiavi di ossa
nessuno
puo
piu
ora solo lei
lei che gia si sentiva a casa guarda i pezzi di sta lettera sparsi
nei ciottoli
una scarpa
una bocca
mezzo smorfia sorriso
con un po di capelli sparsi su un parabrezza
scrive
annota
noiosa
perche alla fine la sua giornata
sarebbe finita a dieci minuti o giu di li
dovere chiamare
pesa
non dovere piu guardare facce inutili
biglietti stupidi
11.30 o 12.25 a volte basta essere piu precisi.
domenica 6 aprile 2008
Sbattuto come un ciglio
Battito di ciglia
come fossero bacchette per il maestro d’orchestra
poi giu lacrime
non le solite amare
quelle peggiori
senza senso
che sanno di resa incondizionata
di lamento puro
senza minima tensione
emozione
che non sono quindi altro
che un avanzo del tuo corpo
non piu emozione
ma un esigenza
quasi che se fossero spermatozoi
nemmeno sentiresti orgasmi
ecco sono sudore che non esce dalle ascelle.
Hai paura di spostarti
che tutto finisca
ma basta un altro battito di ciglia
che lascerei tutto a tutti
ma non ho niente da lasciare
nemmeno piu una tastiera da sbattere
sono un debito che cammina
un 54 che respira
un twedd che non si sente a proprio agio
un tumore a cielo aperto
allora sono amore allo stato puro
sono semplice amore allo stato libero
che cosa dico non esiste quella parola li’
e’creata solo per il marketing
come le canottiere troppo ripide
tese
erano tese e sorridenti
non da guardare
perche troppo intelligenti
messe li’
con un cartello toccami o te ne pentirai
un altro
con su scritto impossibile connetersi alla rete
dove tutto attorno diventa un foglio bianco
dove dietro rimane
solo
una sbavatura
sotto il palmo.
come fossero bacchette per il maestro d’orchestra
poi giu lacrime
non le solite amare
quelle peggiori
senza senso
che sanno di resa incondizionata
di lamento puro
senza minima tensione
emozione
che non sono quindi altro
che un avanzo del tuo corpo
non piu emozione
ma un esigenza
quasi che se fossero spermatozoi
nemmeno sentiresti orgasmi
ecco sono sudore che non esce dalle ascelle.
Hai paura di spostarti
che tutto finisca
ma basta un altro battito di ciglia
che lascerei tutto a tutti
ma non ho niente da lasciare
nemmeno piu una tastiera da sbattere
sono un debito che cammina
un 54 che respira
un twedd che non si sente a proprio agio
un tumore a cielo aperto
allora sono amore allo stato puro
sono semplice amore allo stato libero
che cosa dico non esiste quella parola li’
e’creata solo per il marketing
come le canottiere troppo ripide
tese
erano tese e sorridenti
non da guardare
perche troppo intelligenti
messe li’
con un cartello toccami o te ne pentirai
un altro
con su scritto impossibile connetersi alla rete
dove tutto attorno diventa un foglio bianco
dove dietro rimane
solo
una sbavatura
sotto il palmo.
pizza Cruda
Chissa se funziona ancora
a distanza di tempo
se quello che rotola e’ sempre lo stesso
se non esistesse davvero tutto questo
che gli occhi si girano di lato
dicono che una svolta e’ un incidente
non sempre una grazia
che quelli che
vedono un errore come un modo per imparare
io, invece,
un solo modo per condannarmi
sto sempre con la testa china
perche non so cosa dire o meglio
mi vergogno di cio che scrivo
una cena , pizza cruda
io inizio a discutere
poi un odore strano
come non saprei di disinteresse di me
aspettarmi un po’ a lungo
uno aspetta che
tutto prenda la strada dell ‘ovvio
e poi io mi sento cosi vuoto e inutile
la stessa fermata del autobus
due vie da fare
le stesse che non ho mai preso in tempo
sempre in contromano.
Una volta mi sono cercato la solitudine
quando l’ho trovata
mi sono girato
per riabbracciare l’antica passione
di sempre
la sofferenza certa..
e’ meglio una sofferenza garantita
che l’incognita di una gioia di aria pura
cosi ti trovi sempre una testa bassa
quando la fortuna ti volta le spalle
preferisci sempre spegnere la luce
nasconderti in un sacco
farti dare bastonate a caso
come se fossi la zucca
da cui poi
non usciranno caramelle
a distanza di tempo
se quello che rotola e’ sempre lo stesso
se non esistesse davvero tutto questo
che gli occhi si girano di lato
dicono che una svolta e’ un incidente
non sempre una grazia
che quelli che
vedono un errore come un modo per imparare
io, invece,
un solo modo per condannarmi
sto sempre con la testa china
perche non so cosa dire o meglio
mi vergogno di cio che scrivo
una cena , pizza cruda
io inizio a discutere
poi un odore strano
come non saprei di disinteresse di me
aspettarmi un po’ a lungo
uno aspetta che
tutto prenda la strada dell ‘ovvio
e poi io mi sento cosi vuoto e inutile
la stessa fermata del autobus
due vie da fare
le stesse che non ho mai preso in tempo
sempre in contromano.
Una volta mi sono cercato la solitudine
quando l’ho trovata
mi sono girato
per riabbracciare l’antica passione
di sempre
la sofferenza certa..
e’ meglio una sofferenza garantita
che l’incognita di una gioia di aria pura
cosi ti trovi sempre una testa bassa
quando la fortuna ti volta le spalle
preferisci sempre spegnere la luce
nasconderti in un sacco
farti dare bastonate a caso
come se fossi la zucca
da cui poi
non usciranno caramelle
12 undici duemila7
Cominciamo bene ,
con questi cuori leggendari
voler scrivere a comando e’ come sedersi
dover fare la cacca in un bicchiere
non potersi sporcare le mani.
un caldo infernale
la paura che qualcuno apra la porta senza chiusura
non che me ne vergogni, ma si sa
la testa fa quello che vuole
se ti dice che hai paura vergogna o che sei stupido
lei ci crede fino in fondo
lo fa senza darti modo di decidere
senza farti nemmeno tentare un po’ di vittoria
sforzi organi e pezzi di carne che tanto sanno gia dove sei ,
sei dietro l’angolo a ridere
dietro un muro ad aspettare
che ti arrendi per dirti
te lo avevo detto
per ricordarti che puoi metterti tutti i vestiti che vuoi
che puoi inscenare tutti i discorsi del mondo
ma il posto di eterno sconfitto non te lo toglie nessuno
basta un po’ di non so di qua e di la
per ricordarsi che forse una speranza c’e’
si difficile da dire
descrivere
ora,
che hai tutte le energie a tuo favore
descrivere un qualcosa di atroce
che rimandi
come un orgasmo stretto in un pugno
come un getto chiuso in un tubo
provi lo stesso impegno nello scappare
lo stesso dolore nel restare fermo .
con questi cuori leggendari
voler scrivere a comando e’ come sedersi
dover fare la cacca in un bicchiere
non potersi sporcare le mani.
un caldo infernale
la paura che qualcuno apra la porta senza chiusura
non che me ne vergogni, ma si sa
la testa fa quello che vuole
se ti dice che hai paura vergogna o che sei stupido
lei ci crede fino in fondo
lo fa senza darti modo di decidere
senza farti nemmeno tentare un po’ di vittoria
sforzi organi e pezzi di carne che tanto sanno gia dove sei ,
sei dietro l’angolo a ridere
dietro un muro ad aspettare
che ti arrendi per dirti
te lo avevo detto
per ricordarti che puoi metterti tutti i vestiti che vuoi
che puoi inscenare tutti i discorsi del mondo
ma il posto di eterno sconfitto non te lo toglie nessuno
basta un po’ di non so di qua e di la
per ricordarsi che forse una speranza c’e’
si difficile da dire
descrivere
ora,
che hai tutte le energie a tuo favore
descrivere un qualcosa di atroce
che rimandi
come un orgasmo stretto in un pugno
come un getto chiuso in un tubo
provi lo stesso impegno nello scappare
lo stesso dolore nel restare fermo .
lunedì 24 marzo 2008
ALZA I MER
lo faccio solo per voi
anche se non ho niente da dire
se nn cercare di non sentirsi solo,
quando ti lavi i denti , sbatti la testa contro la trave di legno
o quando ti vedi in uno specchio coi capelli bianchi
gli occhi spenti spaesati quasi cercassero
qualcosa in fondo
nel cervello
quasi che non avessero mai visto niente di questo e di quello
e quasi volesse spiegazioni..
e allora mescola ricordi
cerca nel cassetto calze che non ha,
appoggia cappelli che non ricorda di aver portato
e poi togliti i denti abbassa la smorfia una mezza luna rovesciata
una coperta con le occhiaie
due borse sotto le ginocchia
perche occhi non ce ne sono piu e
poi mescoli e fai puzzle di pezzi sbagliati di ricordi
senti che odore che c'e'
come se non bastasse il male alle ossa
il fatto di non sentirsi mai a casa
nemmeno nei propri vestiti di avere sempre qualcuno che parla di te
ne bene ne male ma peggio ...
dimentichi gia, quindi cosa ti arrabbi
aspetti solo che dia un bel rintocco
l orologio profondo,
denso come il vino nei tortellini
come il dolce fatto con le marie
come quelle cose che non fai piu per non avere il doloroso retrogusto
non e' sonno e' solo un po' di fatica
che si accumula sulle sue borse e tira tutto giu
un futuro scontato preso ai saldi
un presente costoso che nessuno vuole piu comprare.
anche se non ho niente da dire
se nn cercare di non sentirsi solo,
quando ti lavi i denti , sbatti la testa contro la trave di legno
o quando ti vedi in uno specchio coi capelli bianchi
gli occhi spenti spaesati quasi cercassero
qualcosa in fondo
nel cervello
quasi che non avessero mai visto niente di questo e di quello
e quasi volesse spiegazioni..
e allora mescola ricordi
cerca nel cassetto calze che non ha,
appoggia cappelli che non ricorda di aver portato
e poi togliti i denti abbassa la smorfia una mezza luna rovesciata
una coperta con le occhiaie
due borse sotto le ginocchia
perche occhi non ce ne sono piu e
poi mescoli e fai puzzle di pezzi sbagliati di ricordi
senti che odore che c'e'
come se non bastasse il male alle ossa
il fatto di non sentirsi mai a casa
nemmeno nei propri vestiti di avere sempre qualcuno che parla di te
ne bene ne male ma peggio ...
dimentichi gia, quindi cosa ti arrabbi
aspetti solo che dia un bel rintocco
l orologio profondo,
denso come il vino nei tortellini
come il dolce fatto con le marie
come quelle cose che non fai piu per non avere il doloroso retrogusto
non e' sonno e' solo un po' di fatica
che si accumula sulle sue borse e tira tutto giu
un futuro scontato preso ai saldi
un presente costoso che nessuno vuole piu comprare.
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